• Pubblicata il:
  • Autore: Goloso89
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Al mare, prima del gigante

Il gigante mi ha chiamato ma per ora non può venire, con il nero non ci sono ancora andato ed il capo mi incula quando può, non così spesso. Potrei cercare in giro che qualcosa trovo ma per ora non mi va. Di pagare un trans non se ne parla nemmeno. Mentre aspetto che il gigante si libera vi racconto del barista, quello che mi ha sverginato. Insieme ad altri amici avevamo organizzato una vacanza. Io già da un po’ mi ero reso conto che anche se facevo finta che mi piacevano le ragazze e parlavo di figa e facevo lo scemo con le mie amiche, in realtà preferivo stare con i maschi ed i momenti in cui ci trovavamo nello spogliatoio della palestra tutti insieme nudi sotto la doccia era il più bello. Dopo mi ammazzavo di seghe. Io non avevo il coraggio di dirlo a nessuno anche se qualcuno sveglio avrebbe potuto sospettarlo.
Al mare dormivamo tutti assieme, in sei, in un bungalow vicino alla spiaggia. Era in un camping dove eravamo sempre in costume ed all’interno della casa ci capitava di restare alcuni istanti nudi, per cambiarci o dopo le frequenti docce. Io sentivo una cosa allo stomaco quando li vedevo così, con il cazzo bene in vista. Avrei voluto toccarli, ma non era possibile. Approfittavo un po’ dei bagni in piscina e al mare quando si scherzava e io mi strusciavo agli altri ogni volta possibile.
A poche decine di metri dal camping c’era uno stabilimento balneare con un grosso bar dove ci recavamo spesso perché c’era la musica e pieno di giovani. il gestore era un tipo figo sulla trentina e si occupava del locale con i suoi dipendenti. Aveva sempre la camicia aperta oppure stava a torso nudo, dei bei pettorali. Si trombava tutte quelle mignottelle che gli ronzavano intorno però mi ero accorto che mi guardava strano, forse perché io lo osservavo sempre, mi piaceva. Una sera si avvicina e mi chiede, infatti, perché lo guardo in quel modo. Io devo essere diventato rosso come il fuoco. Gli ho detto perché ha un bel fisico e mi piacerebbe andare in palestra per diventare come lui, lui mi risponde che anche io sono molto carino anche se non muscoloso, molto dolce, gli piacerebbe conoscermi da vicino. Io non so cosa rispondere e me la svigno. Anche le altre volte che mi cerca mi comporto così, non so come fare. Quando si avvicina la fine della vacanza lui lo sa e diventa molto più diretto. Mi dice che gli piaccio moltissimo e mi chiede se il mio bel culo è vergine, io rispondo di si. Allora continua dicendomi che gli piacerebbe essere il primo tanto sono destinato, si vede lontano un miglio. Sono confuso ma ormai è fatta e gli chiedo cosa devo fare.
Il pomeriggio dopo, nel caldo, sono andato lì da solo, dentro di me da tempo mi aspettavo questa cosa. C’è poca gente, mi dice di salire sulla scala dietro, c’è una camera con un lettino dove dorme quando non può andare a casa. Io lo faccio ed appena arrivato nella stanzetta mi metto subito alla pecorina ad aspettare il cazzo, con il culo per aria, mi ha detto di fare così che non ha molto tempo, tremo come una foglia, per la paura e l’eccitazione. Lui è salito appena ha potuto. Mi ha leccato il culo per bagnarlo, ci ha sputato e mi ha infilato subito. Io ero tutto nudo, anche perché mi dovevo togliere solo il costume, uno slippino che mi finiva sempre tra le chiappe come un perizoma. Il barista quando mi ha sverginato alla svelta mi ha fatto più male di tutti, anche se dopo ne ho presi di più grossi e tuttora prenderlo nel culo mi provoca inizialmente dolore. Era un bel cazzone, ho fatto fatica a farlo entrare ma poi mi è piaciuto, era il primo e non lo dimenticherò mai. Lui era esperto ed aveva già rotto un mucchio di culi, maschili e femminili, ci sapeva fare. Inoltre ha dovuto fare presto, perché doveva tornare giù. All’inizio non riusciva, ma poi una spinta decisa per entrare, “Ahia!” ma ho goduto, soprattutto quando, dopo un po’ di colpi brucianti e dolorosi, ho sentito la sborra nell’intestino per la prima volta e la sensazione che ho provato quanto l’ho spruzzata fuori.
L’abbiamo rifatto il giorno dopo, con più calma, mi ha inculato ma mi doleva ancora dal giorno prima, gemevo però lui ha detto di resistere, che mi dovevo abituare a prenderlo nel culo perché sono nato per questo, è evidente che sono una femmina sbagliata. Comunque dopo un bel po’ di su e giù e cambi di posizione, sopra, sotto e sulla schiena, lo ha levato e mi ha fatto finire con la bocca, insegnandomi come dovevo fare. Inizialmente mi faceva senso prenderlo in bocca dopo il culo. Ma era bello lucido e gliel’ho succhiato per benino finché non ha goduto, anche questo mi è venuto di istinto. Mi ha fatto ingoiare, la prima bevuta di sborra, era buonissima.
Bei ricordi, da lì ho capito che mi piace sentire il cazzo nel culo e in bocca. Che anche la sborra mi piace, nelle viscere o ingoiarla dopo averla tenuta un po’ in bocca. Purtroppo l’abbiamo fatto solo due volte, gli ultimi giorni della vacanza quando ho ceduto, da coglione prima scappavo. Ho provato a farmi vedere al bar l’ultimo giorno, che partivamo la sera, ma lui era troppo impegnato e non mi ha potuto scopare. Peccato. Prima o poi torno al mare lì, mi piacerebbe rivederlo e farmi spolpare.
Tra l’altro due dei miei amici mi avevano notato salire la scala e dopo avevano visto salire il barista. Me l’hanno detto qualche giorno dopo, quando eravamo già a casa, ma non per offendermi o altro. Mi hanno confidato che loro da un po’ sospettavano qualcosa, che mi piacessero i maschi, per questo mi avevano seguito. Che a tutti e due piaceva il mio culo ma non sapevano come dirmelo. Ormai che il barista me l’aveva rotto e avevo goduto, ovviamente gliel’ho dato anche a loro e mi hanno inculato tantissimo, gli ho fatto anche un sacco di pompini, sempre tutti e tre insieme per tutto l’inverno, quasi tutti i giorni. Volevano anche mettermelo dentro entrambi nello stesso momento, la “doppia”, io ero d’accordo ma ci siamo riusciti solo un paio di volte e con difficoltà, troppo stretto. In bocca, invece, ci entravano anche insieme. Pensare che erano di quelli che parlavano solo di figa. Poi ci siamo persi di vista per via del nostro lavoro e loro si sono fatti la ragazza ma io so che i due sono come il barista macho, gli piace il culo in tutti i modi. Poi sono cominciati gli incontri con il capo, sposato, anche lui è bisessuale, gli piace tutto.
Ora aspetto il gigante che in questo momento mi fa godere più di tutti, a giorni dovrebbe capitare ma se non arriva lo chiamo io. Altrimenti mi decido, prendo coraggio e mi faccio il nero dal cazzo enorme, che non aspetta altro.

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01/11/2014 01:30

Nino

non vedo l'ora che il giagante ti porta di nuovo a casa e ti scopa con il suo cazzone e ti fa indossare la biancheria femminile.intanto parlaci di lui....! adoro le tue storiecon lui

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