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  • Autore: Ulisse
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Caterina...nel suo Dungeon...

In questo mio secondo racconto vi voglio raccontare un'altra bellissima esperienza, la seconda per l'esattezza, avuta con Caterina, la farmacista bruttina protagonista del precedente racconto che però, per me, è da passare agli annuari in quanto esperienze di questo genere, nella mia vita ne ho avute ben poche, inoltre devo confessare che avevano cambiato la mia vita sessuale da quel momento in poi e sicuramente avevano contribuito ad ampliare il mio bagaglio d’esperienza e di stranezze immaginabili.

Nei giorni seguenti al primo incontro, pensando e ripensando all'accaduto non riuscivo ad immaginare cosa sarebbe potuto succedere al secondo appuntamento in un incontro a tre perchè io non l'avevo ancora esperimentato e la cosa un po' mi preoccupava. Ripensandoci bene, ai tempi (circa 15 anni or sono) le cose che ci sono adesso, cassette, dvd, tutti i pornoshop non c'erano o meglio erano molto nascosti ed a malapena circolavano filmini super8 e trovare le prime VHS era molto difficile ed i video-registratori erano carissimi, i film porno ai cinematografi facevamo ridere pensando a quelli che ci sono oggi.
Meditando alla richiesta di Caterina nel volermi vedere con un amico ben dotato pensai subito a Davide, un mio carissimo amico che conoscevo da poco tempo e che però per questa situazione faceva al caso mio. Dovete sapere che Davide era, dico era perchè ora è completamente l'opposto di allora, un ragazzo magrissimo, alto m.1.85 per 55 Kg. scarsi, faceva un po' impressione ed io che allora frequentavo palestre, ero 1,73 x 75 Kg. di muscoli, lo convinsi a venire con me per farsi un po' di fisico e mettere su qualche chilo di muscoli. Alla prima occasione di fare la doccia lo vidi completamente nudo e m’impressionò nel vedergli l'uccello, era una cosa oscena per me, magari per le ragazze no, perchè penzolava come un batacchio di campana ed a vederlo bene era più lungo del mio quando è in tiro che è di una ventina di cm. scarsi ed aveva anche un bel diametro. Subito partì la battuta: "Ma la mamma, la ciccia te la messa tutta lì?" con la sua risposta ironica del caso subito dopo che ora non ricordo. Lo chiamai, gli raccontai la mia storia con Caterina e gli dissi della sua richiesta e gli chiesi se voleva venire con me e partecipare all'orgetta. Figuriamoci se mi rispose di no, e subito mi chiese quando ci sarebbe stato l'incontro ma io lo calmai perchè dovevo ancora combinare il tutto. Feci passare un po' di tempo anche perchè dovevo trovare la serata giusta, senza impegni con le mie spasimanti di allora che a causa della mia macchina sportiva, erano dalle due alle tre alla volta che messe tutte insieme non ne facevano una buona (del tipo Caterina), però per una scarrozzata in auto ed un invito in discoteca rimediavo anche qualche bella scopata.
Andai nella farmacia di Caterina dopo mezzogiorno, quando sapevo che era poco frequentata e riuscii a parlarle del mio amico e le dissi che, se e quando voleva potevamo combinare l'incontro. Ci pensò un attimo, poi mi disse che l'indomani sera era perfetto e ci avrebbe ospitato nel suo "Dungeon" che io già mi ero scordato e non sapevo che cazzo era ma non glielo chiesi perchè non volevo fare una brutta figuraccia. L'appuntamento era per le 21.30 in un bar del paese per poi accompagnarci nel suo "Dungeon" dopo un drink.

All'appuntamento, Caterina dopo i convenevoli, fece una battuta sull'aspetto di Davide il quale stette al gioco ed allora le prese la mano e gliela mise sulla patta dicendole di tastare e lei rimase pienamente soddisfatta del risultato e c’invitò a non perdere altro tempo. Saliti in macchina si volle sedere sul sedile di dietro con Davide che tra l'altro era scomodissimo e ci portò in una stradina secondaria in periferia, in mezzo ai campi fino ad arrivare in una cascina un po' isolata. Tra un'indicazione e l'altra vidi dallo specchietto che era chinata e stava facendo un bel pompino all'amico il quale tutto goduto sottolineava il fatto che Caterina non aveva perso tempo e lei si complimentava con le dimensioni della nerchia di Davide. Scesi dalla macchina, vidi che era solo in parte restaurata ed entrando trovammo un locale accogliente con camino, senza tante pretese ma delizioso, c’invitò a metterci comodi ed indicando il mobile bar o il frigo ci disse di servirci se avevamo ancora sete e che lei sarebbe tornata subito. Nel frattempo, Davide ed io discutevamo della storia e pensavamo a quello che sarebbe successo e successivamente arrivò Caterina. Fu un'inquietante visione, molto sexy ed eccitante ma un po' inquieta, solito trucco leggermente pesante ma efficace con rossetto rosso fuoco, un corpetto attillatissimo con un balconcino che sorreggeva le tette ma non le conteneva incorporato un reggicalze che sorreggeva le calze a rete sotto a due stivali di vernice nera con 10 cm. di zeppa e più di 20 cm. di tacco rigorosamente a spillo; in mano un frustino da cavallo che faceva bacchettare sull'altra mano ed in quel momento disse: "Allora, i miei schiavetti sono pronti?". "Pronti a cosa" gli rispondemmo, e lei ci rassicuro e c’invitò a seguirla. Scendemmo nello scantinato e trovammo un locale simile ad una stanza segreta di un castello, attrezzata con strumenti, diciamo di tortura tipo croci di legno con manette, travi, letti ginecologici, gogne, gabbie e quant'altro tutto illuminato da candele e luci soffuse. "Benvenuti nel mio Dungeon, che ne dite?" ci disse ed io allora mi ricordai quello che avevo letto sul Dungeon, (Segreta o Torrione di castello, ma la mia inesperienza di allora non mi aveva fatto capire niente). "Carino" le risposi "ma siamo sicuri noi qui dentro?". Lei ci rassicurò nuovamente e ci disse di fare come lei diceva e non ce ne saremmo pentiti.

Ci chiese di spogliarci e metterci al suo fianco ed incominciò con un bel pompino stereo di fronte ad uno specchio, con le mani ci masturbava ed alternativamente ci succhiava il cazzo e ci stavamo arrapando a vicenda, poi volle subito provare il pistone di Davide e dopo avergli offerto il sedere lui non ci pensò ad infilarglielo nella fica ed incominciò a scoparla alla pecorina mentre lei continuava a succhiarmelo. Gemeva dal piacere, godette quasi subito ed alla vista del suo culo e del cazzo di Davide che la pompava venni anch'io e mentre le sborravo in bocca anche Davide, tirando fuori l'uccello che per la prima volta lo vidi così e vi confesso che era enorme, glielo appoggiò sulle natiche le venne sulla schiena. Questo fu solo l'inizio, prese poi Davide e lo legò con le manette alla croce di legno che mi sembrava Gesù sulla croce, e gli disse di godersi lo spettacolo, venne da me, si mise sul lettino ginecologico e mi ordinò di leccarle la figa, ed io ubbidì. Si vedeva che le piaceva e da lì a poco godette nuovamente, mi ordinò di continuare ed io continuai, e mentre la leccavo la masturbavo e lei mi disse di continuare con un fallo che avrei trovato in una cassapanca. Aprii la cassapanca e presi un bel fallo doppio e incominciai a penetrarla prima nella figa e poi nel culo precedentemente lubrificato dalla mia saliva e dai suoi umori, in neanche dieci minuti lei godette urlando e gemendo come un'assatanata, poi si alzò e mi disse che era arrivato il mio turno per godere. Incominciò un nuovo pompino ed appena il mio cazzo prede dimensioni accettabili incominciò a stuzzicarmi il buco del culo, poi me lo lubrificò con la famosa pomatina e c’infilò prima un dito poi due e qui la fermai perchè mi sentivo a disagio ed avevo qualcosa che mi dava fastidio. "Ho capito tutto, seguimi" mi disse con fare sicuro, e mi accompagno in bagno anch'esso ben attrezzato, e mi disse che mi dovevo liberare, ma liberare da cosa ma lei mi fece zittire, poi messo alla pecorina prese il tubo della doccia con applicato in fallo e me lo infilò dolcemente nel culo ed aprì lentamente l'acqua facendomi un bel clistere. Erano anni, fin da piccolo che non mi ricordavo un clistere, e dapprima ebbi dolore e fastidio poi incominciò a piacermi poi la feci fermare perchè la pancia mi era talmente ingrossata che mi sembrava scoppiasse. Lei si fermò, tolse il fallo dal mio culo e mi ordinò di resistere all'evacuazione, io avevo un dolore lancinante e lei mi disse che avrei dovuto farlo solo al suo ordine. Resistetti poco ma poi dovetti sedermi sul gabinetto e con un esplosione mi liberai di tutto, le mi disse che dovevo ripetermi, mi rifece inginocchiare e di nuovo un bel clistere, mi fece rimanere così per qualche minuto e poi mi ordinò di liberarmi e questa volta notai che fuori uscì solo acqua e mi disse e adesso ero pronto. Aveva ragione, mi lubrificò il culo e c’infilò con facilità dita ed oggetti che aveva a tiro e questo mi eccitò un casino. Mi mise alla pecorina di fianco ad uno specchio, e mi ordinò di guardare, io lo feci, prese un cazzo lungo forse 40 cm., quelli che adoperano due donne per masturbarsi contemporaneamente, e lubrificato per benino me lo incominciò ad infilare, lo spinse per metà e poi cominciò a pomparlo, io provavo un piacere sublime, e lei continuava, lo tirava fuori e poi di nuovo dentro, e vedevo che poco alla volta entrava sempre di più fino al punto che le chiesi di smettere perchè sentivo che era arrivato in fondo. Lo tirò fuori un pochino, lo lubrificò ulteriormente e me lo spinse lentamente nelle viscere, io avevo un po' di dolore mischiato a piacere e lei da esperta, quando lo sentì in fondo lo fece girare su se stesso e continuava a spingere, incredibile, continuava ad entrare e lei lo spingeva finché non entrò completamente e lei mi disse: "Guarda, porcellino, non c'è più, è sparito nel tuo culo!" Io ero preoccupato ma lei mi rassicurò, con mani esperte mi allargò lo sfintere e mi disse di spingere ed io ubbidiente lo feci ed il cazzo spuntò dal buco, lo prese e lo tirò fuori per 15 cm. e continuò a pomparmi. A me piaceva un casino ma non riuscivo a godere, glielo dissi ed allora lei cambiò la scena, mi fece infilare testa e mani in una gogna su di un cavalletto, e mi disse che ci pensava lei a farmi godere, indossò un bel fallo corredato di cinghie, e si avvicinò davanti a me, sempre immobilizzato, e appena la vidi, vestita da mistress con un bel cazzone che stava lubrificando con movimenti sensuali come se lo masturbasse, incominciai ad eccitarmi ed allora si mise dietro di me che con la posizione forzata dalla gogna, ero alla pecorina, m’infilò il fallo nel culo ed incominciò a scoparmi. Io dallo specchio che c'era di traverso, la vedevo e mi eccitavo, e lei accorgendosene continuava ed intanto mentre mi eccitavo ed urlavo vedevo Davide col suo trave ben ritto che urlava pietà e vendetta e Caterina lo rassicuro che a momenti ce ne sarebbe stato anche per lui. Lei continuava a scoparmi e gemeva di piacere la porca, e mentre mi scopava con la mano mi masturbava il cazzo che nel frattempo era diventato di pietra, ad un certo punto si fermò e mi disse di aspettare un momento, chissà cosa aveva in mente adesso, pensai. Da un cassetto prese una benda e me la mise sugl'occhi, una fascia con una palla di gomma infilata in bocca per non farmi parlare ed una cuffia, di quelle antinfortunistiche da cantiere contro i rumori, che mi mise sulle orecchie, poi, dopo alcuni minuti sentii di nuovo il cazzone prima spingere, poi entrare nel culo questa volta con molta facilità. Lo sentivo entrare ed uscire con una regolarità esagerata, ma non capivo, mi piaceva ma non era il massimo, io, Caterina, la volevo scopare ma come dirglielo in quella posizione? Non so i minuti che trascorsero so soltanto che ad un certo punto sentii qualcuno che mi succhiava il cazzo! Io pensai, se Caterina mi sta scopando, chi è che mi succhia il cazzo, Davide, forse? Speravo proprio di no, ma non sapevo come venirne fuori. Ad un certo punto sento qualcuno che mi toglie la benda dagl'occhi e la cuffia dalle orecchie e vidi con grande stupore che una macchina infernale con un cazzo di gomma mi scopava il culo, Caterina era in ginocchio sotto la gogna che mi faceva un pompino e Davide la stava, alla pecorina, trivellando con forza nei due buchi che erano lì a poca distanza, e mi faceva notare quanto era troia, un colpo nella fica ed un colpo nel culo e vedere la sua nerchia entrare ed uscire era davvero impressionante. Io mi dimenavo perchè volevo essere liberato dalla palla che avevo in bocca ed appena me la tolsero urlai come Tarzan dicendo che volevo il suo culo e lei dopo aver nuovamente goduto mi accontentò. Si girò di scatto e si fece inculare dal mio cazzo che era a 10 A.T.M. di pressione, e prese ad ingoiare il cazzo di Davide e vedevo che era bravissima ad infilarselo tutto fino in gola. Di lì a poco, con un urlo venni copiosamente nel suo culo e lei gemeva, si dimenava e lacrimava per lo sforzo che faceva nell'ingoiare il cazzo di Davide che subito pronto venne anche lui. Un paio di minuti dopo mi liberarono dalla gogna ed io che avevo ancora il cazzo in tiro che puntava verso l'alto mi diressi verso Caterina e le dissi che non era ancora finito e che adesso conducevo io il gioco, la misi alla pecorina e le rinfilai il culo che era dilatatissimo e colava di sperma, appena fu tutto dentro la presi di peso con le mani sotto le cosce e la sollevai da terra ed incominciai dal di dietro ed appoggiato alla croce a farla andare su e giù impalandosi sul mio cazzo e subito venne in mio aiuto Davide che col cazzo ancora non del tutto moscio glielo infilò nella fica e incominciò a scoparla. Eravamo tutti su di giri, urlavamo come dei forsennati e Caterina godeva, godeva e dopo alcuni minuti anche io godetti nuovamente nel culo e fu allora che Davide l'avvinghiò a se e continuò a scoparla, sempre in piedi con le mani di Caterina al collo e le sue sotto le chiappe. Anche lui venne nuovamente e credo che per quella sera potesse bastare. Dopo esserci puliti alla meno peggio dai sudori e dagli umori ci sbattemmo su di un divano per riprendere le forze, poi facemmo una doccia tutti assieme, Caterina con una facilita estrema prese il tubo con il fallo precedentemente usato e infilatoselo nel culo si fece un bel clistere per ripulirsi bene bene dall'inondazione di sborra che aveva ricevuto e quindi ci rivestimmo. Bevemmo una cosa, guardammo l'orologio e notammo che erano quasi le 3 del mattino.

In macchina, durante il viaggio di ritorno, parlammo del nostro incontro e Caterina ci fece i complimenti per come c’eravamo comportati e che in nostra compagnia si era divertita moltissimo a differenza di altre volte che aveva incontrato partners noiosi e mosci, e ci riconfermò sicuramente per un'altro incontro e ci disse di pensare a qualcosa di nuovo e intrigante da fare insieme magari con un'altro nostro amico. Hai capito la trioietta, due cazzi non erano sufficienti! D’incontri n’ebbi numerosi ma poi come vi ho già detto precedentemente Caterina si trasferì con la famiglia nel Triveneto e non ebbi più notizie di lei anche perchè allora non c'erano i telefonini fino a quando una bella sera ricevo una telefonata a casa dei miei genitori e provate ad indovinare chi era, proprio Caterina che faceva un salto in Piemonte e aveva piacere di incontrarmi con Davide e Max, l'altro dei tre moschettieri compagni d'avventura per un'incontro e... ma questa è un'altra storia e se avrò voglia ve la racconterò.

Ciao a tutti ed a presto…Uli.

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27/01/2004 14:53

Davide

Scatenata la farmacista!!!! Ho sentito male per te, non lo farei mai. Ciao

01/06/2008 21:26

slave60

questa è una delle esperienze che piu vorrei provare

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