INALMENTE UN CAZZO GIOVANE E DURISSIMO! - 1^ puntata - Savona   - La Spezia Trasgressiva

INALMENTE UN CAZZO GIOVANE E DURISSIMO! - 1^ puntata - Savona - La Spezia Trasgressiva

Mi chiamerò Linda, ho 46 anni, sono sposata e ho una figlia di 21 anni che studia all'università Bocconi di Milano. Abito a Savona, sono una donna normale, 1,68, seno medio e capelli castani. Il mio punto forte è il lato B, di cui posso dire di essere orgogliosa. Sto con mio marito da 22 anni e la nostra vita sessuale è fisiologicamente rallentata, sia per il suo belìn che per la mia mussa. Anche perchè il suo mestiere lo porta spesso in altre città, invece io lavoro da casa, e vendo vacanze online.
Essendo per lo più da sola, ogni tanto cazzeggio su Facebook, be' insomma... questa storia è cominciata cinque mesi fa. Ho ricevuto una richiesta di amicizia da un ragazzo che chiamerò Mohad e, siccome confermo la maggior parte delle richieste anche da sconosciuti, l'ho accettata. Ma dopo un po' ha cominciato a mandarmi un sacco di messaggi, chattavamo di cose e argomenti banali, poi via via la confidenza è aumentata. Abbiamo iniziato a vederci occasionalmente su Skype e a sentirci al telefono. Mi ha detto che gli piacevo un casino e che si stava innamorando di me. Ha chiesto di vedermi almeno una volta, ha confessato tutto in maniera molto sincera. Il mio cervello diceva di no e il mio istinto di sì, così ho ceduto alla tentazione di incontrarlo. Alla fine, gli ho inviato un messaggio dicendogli che poteva venire a casa mia il lunedì seguente, perchè mio marito sarebbe stato in trasferta a Grosseto e mia figlia sarebbe rientrata a Milano. Ero tranquilla, pensavo di avere il controllo della situazione e, come al solito, domenica sera io e mio marito abbiamo fatto sesso nel solitissimo e identico modo. Fase 1: rapido petting con baci e strusciamento. Fase 2: mio pompino senza ingoio a lui. Fase 3: suo cunnilingus a me. Fase 4 (non sempre presente): scopata a pecorina con eiaculazione libera. Invece, il pomeriggio dopo, l'emozione si è impadronita di me, non sapevo come sarebbe stato o cosa sarebbe successo. Avevo lavorato poco e male, erano già le 18, mi stavo preparando freneticamente truccandomi con un po' di rossetto e fondotinta. Stavo in piedi davanti allo specchio, completamente nuda, con la fica appena rasata, e pensavo a come vestirmi. Volevo indossare qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo sexy scelto un paio di mutande leggermente trasparenti, un reggiseno a balconcino per tenere su le tette, una calda camicia di flanella bianca e una gonna corta nera che evidenziasse il mio culo.
Mohad mi ha chiamato sul cellulare e ha detto che era di fronte al palazzo. Gli ho indicato quale campanello suonare e ho aspettato ripetendo a me stessa che non facevo niente di male e che avevo il controllo della situazione.
CONTINUA

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