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  • Autore: Ulisse
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La cognatina...a Capodanno 2a pt.

Racconto: La cognatina...a Capodanno (2a pt.) (.....continua)

Cari amici, se vi trovo qui è perchè, o siete dei curiosoni oppure la mia seconda storia un po' vi ha intrigato, vi è piaciuta e siete impazienti di sapere com'è andata a finire, il che mi rende felice, inoltre, invito chiunque abbia qualcosa da raccontare di farlo per condividere assieme le proprie esperienze, perversioni e magari farle proprie!

Sono le 19.30 in punto e suona il telefono in camera per il servizio sveglia dalla Hall. La mia cognatina Lina neanche lo sente, (se è per questo non sente neanche le cannonate quando dorme!) ed allora per svegliarla dolcemente, prono sul letto, le allargo le gambe ed incomincio a leccarle la figa e in poco tempo il buon profumo del dopobagno si trasforma l'acre profumo di figa e sento che incomincia a mugolare. Sollevo un po' le gambe così passo velocemente a leccarle il buchino e lei risponde eccitandosi un casino, poi, col dito le penetro dolcemente la figa per poi passare all'attacco dello sfintere che era già tutto eccitato. Lei mi chiese se non era ora di andare a cenare perchè la ginnastica di prima le aveva messo un appetito da lupa ed io risposi di sì. Si alzò, fece per rivestirsi con i suoi indumenti quando la bloccai dicendole: "Che cosa stai facendo, non credi mica di venire a cena con me conciata in quel modo, cara la mia troietta, te le do io le cose da mettere!" e volendo fare lo...sborooone...le porgo il vestitino con gli accessori; il tanghino, le calze ed una cosa strana in gomma nera che non riusciva a focalizzare. "Che bello!", mi disse "E' stupendo! Che belle calze! Ma questo cos'è?" Io con voce autoritaria le rispondo: " Senza tante storie infilati questo sotto il vestito e taci, ti ho già detto che per oggi sei mia e quindi non banfare, svelta che è tardi!" Lei prese in mano l'oggetto ed incominciò a capire. "sei un grande porco, porco! Se credi che ti accontento te lo sogni, io questo non me lo metto, e me lo tira addosso!" allora io cercando d'essere più autoritario possibile (ma per la verità mi scappava da ridere) le ribatto: "allora troietta dei miei stivali se la metti su questo punto ti lascio qui da sola ed io ritorno da Monica (mia moglie nonchè sua sorella) in 3 o 4 ore sono da lei e passo il Capodanno con lei poi vediamo come te la cavi!" (che bastardo mi direte, non l'avrei mai fatto, ma il ruolo da master mi intrigava un casino). Lei come fosse un cane bastonato, mogia, mogia, si avvicina e sussurrando mi dice che accetta perchè io sono il suo porco e lei la mia troietta, si dirige sul letto e sedendoci sopra cerca di capire come l'oggetto andava infilato. Ah, è vero, non vi ho detto ancora che cosa era l'oggetto in discussione, che sbadato ma voi siete proprio dei curiosoni! Al sexy-shop comprai nel reperto sado-maso quelle mutande di gomma aderenti con all'interno due falli per autopenetrazione, uno abbastanza lungo per la figa e l'altro piu' corto ma bello largo per il culo mentre sul davanti aveva un'attaccatura strana che vi spiegherò più avanti se non lo avete ancora capito, porcelloni! Lei era in difficoltà ed allora le venni in aiuto. Per eccitarla un po' la misi sul letto e con pochi colpi sapienti di lingua la figa incominciava a bagnarsi, e con il dito, umettato di una crema lubrificante speciale le preparai il buchino. Stava al gioco la pervertita, ed al momento giusto la misi in piedi, le infilai correttamente le mutande e prima le infilai il fallo nella figa e poi subito dopo quello nel culo; si agitava un po' per il fastidio ed un po' perchè movendosi provava piacere, non lo so, in ogni caso le dissi di continuare a vestirsi. In poco tempo fu pronta, che spettacolo! Il vestitino le stava d'incanto, con le calze velate ed i tacchi alti era stratosferica, essendo alta come me, anzi un paio di cm. in più aggiungendo i 12 cm. di tacco mi superava quasi di una spanna, quindi, io facevo la mia porca figura con una bambola così al mio fianco. Controllai che tutto fosse a posto e soprattutto che dal vestito non si intravedesse niente, poi si mise una pelliccia di volpe argentata prestatale dalla madre (che non poteva capitare più a fagiolo) corta sopra il ginocchio, e si preparò ad uscire con me dalla stanza.

Percorrendo i corridoi dell'albergo fino agli ascensori lei camminava un po' impacciata, sculettando, un po' per i tacchi che così non li aveva mai portati e un po' per i falli che aveva dentro, e non c'era persona che non si girasse al suo passaggio, io mi ingalluzzavo e le dicevo sussurrandole: "Che troia che sei, tutti ti guardano lo vedi?", lei: "E tu sei un porco bastardo e questa me la paghi"; certo le risposi: "con un paio di Km. di cazzo, questa notte però" (se non capite il concetto di "Km. di cazzo" ve lo spiego in un'altra sede... ma no ve lo dico subito per i novizi: contate più o meno quante volte pompate, sia davanti sia dietro, la vostra partner in una serata di sesso sfrenato, quel numero lo moltiplicate per la lunghezza del vostro uccello e ricavate i Km. spero, altrimenti se siete veloci vi fate solo i 100mt. piani od al massimo i 400. Ancora una cosa, per i distratti e gli sfaticati che potrebbero perdere il conto dei colpi, consiglio l'acquisto di un "contacolpi" o "contapassi" che si trova nei negozi sportivi e sanitari, di forma rotonda come un orologio, di solito si applica ad una caviglia e correndo conta i passi, nel caso specifico potreste applicarlo ad un oggetto cilindrico di vostro gradimento e infilatolo nel vostro culo, lo strumento vi conterà i colpi. Capitto mi hai!). Torniamo a noi, preso l'ascensore ci dirigemmo al piano del ristorante ed in un attimo avevamo entrambi le gambe sotto il tavolo (lei qualcosa di più), il servizio fu impeccabile ma non mangiai molto per restare leggero invece lei calcò la mano per farmela pagare, forse. Lei sulla sedia non stava ferma a causa di quello che aveva dentro e non capivo se soffriva o se le piaceva in ogni modo per me era molto eccitante. Tirammo le 10.30 e dopo ci recammo dentro il Casinò, lei mi chiese di andare in camera a togliersi l'aggeggio ma io glielo impedii. Posammo il soprabito e la pelliccia al guardaroba e ci avvicinammo nei pressi dei tavoli da gioco, feci un giro completo della sala per mostrargliela ma il mio intento era di mostrare lei in mia compagnia poi cambiai pochi Euro ed una parte glieli diedi a lei per giocare alle Slot mentre io mi avvicinai al tavolo delle Rulettes per fare qualche puntata e la controllavo a distanza. Non cera uomo che non si avvicinasse e che con la scusa di vedere il gioco, sotto sotto cercava di carpire qualcosa, uno sguardo alle cosce in bella mostra sullo sgabello, una tetta che magari poteva fuori uscire dal vestito, lo spacco del culo dal retro del vestito, ecc. Eravamo vicini alla Mezzanotte e si preparavano i calici, lei mi si avvicinò e mi implorò di liberarsi del coso che aveva addosso anche perchè doveva andare alla toilette, la accompagnai e vedendo il bagno per i portatori di handicap ci infilammo di nascosto, la baciai intensamente e le infilai la mano sotto il vestito accarezzandole prima una tetta poi l'altra, poi le dissi: "sei stata bravissima, proprio una bambina ubbidiente ora ti puoi liberare del coso!" Si sfilò di corsa l'impiccio che pulendolo alla meglio cercò di metterlo nella borsetta, poi, continuando a baciarla con la mano le ispezionai i buchi che erano tremendamente dilatati e lei dovette di corsa correre sul W.C. a liberarsi. Uscimmo subito e tutti si stavano preparando per i brindisi, scoccata la mezzanotte bevemmo e di corsa ci accingemmo all'uscita, recuperati i vestiti dal guardaroba ci dirigemmo agli ascensori per il "piano di copertura" e raggiungemmo il nostro piano (scusate il gioco di parole). Lei faceva un po' la stronza anche perchè era un po' alticcia, tra drink e spumante le girava un po' la testa, entrammo in camera, col suo telefono chiamai il mio amico fidato per la copertura, poi chiamai mia moglie, le feci gli auguri di Buon Anno e che l'avrei rivista la sera seguente poi le passai il mio amico tra telefonino e telefonino per confermare la sua presenza con me quindi ripetemmo il tutto per l'alibi di Lina che telefonò ai genitori e poi gli passarono l'amica per i saluti, che idea ragazzi!

I doveri familiari erano esplicati ed ora toccava a noi continuare la serata ed eventualmente la nottata.
Lei andò in bagno a rinfrescarsi e poi tornò da me con aria provocatoria, prima accese la musica dell'impianto centralizzato, poi abbassò le luci avvicinandomi e disse una battuta di un film che ora non ricordo il titolo che faceva circa così: "Vieni a prenderti la tua cena, cow-boy", umettandosi le labbra rosso fuoco con la lingua disse: "Questo è l'antipasto" poi con le gambe divaricate di fronte a me si solleva il vestito fino alla vita e mettendo in bella vista il tanghino rosso con la fessura mi dice: "Questa è la pietanza", infine girandosi e piegandosi in avanti mostrandomi il culo meraviglioso in primo piano col filo interdentale rosso che le disegnava il contorno natiche, mi disse "Questa è la frutta". "Serviti porco!" Io vi lascio immaginare l'eccitazione che avevo e senza perdere un attimo con il cazzo che era a mille, talmente duro (una volta per scommessa sulla punta dell'uccello ci appesi una macchina fotografica reflex della Nicon), mi avvicinai di corsa e le dissi: "Prima la frutta che è più dura da digerire!" ed in un solo colpo gli infilai tutto il cazzo nel culo fino in fondo e lei urlò di piacere. Era già bello preparato dalla lunga penetrazione costretta molte ore prima, comunque facendola abbassare un po' perchè coi tacchi alti non arrivavo, cominciai a pomparla come una trivella petrolifica del Texas, gli davo dei colpi fino al fondocorsa bestiali quasi da far male ai testicoli, lei gemeva ed intanto si masturbava, ed io continuavo e lei incominciò a venire la prima volta, poi mi chiese di scoparla nella figa ed io l'accontentai subito, anche li pompavo come un forsennato e da li a poco venne per la seconda volta, poi la misi sul letto supina ed alzandole le gambe, lei aveva fatto danza classica, le chiesi se riusciva a mettere i piedi dietro la nuca (posizione orchidea Viennese) e senza fatica lo fece, in quella posizione si vedeva benissimo la figa ed il culo e ritornai a pompare, prima la figa, pompavo, uscivo, glielo strusciavo sulla fessura e poi dentro, poi di nuovo, senza toccarlo, il mio cazzo entrava ed usciva dalla figa con una facilità impressionante, poi la terza goduta di lei quindi la mia sborrata sulla pancia fino al viso, il cazzo era come impazzito ed allora ancora durissimo, sembrava anestetizzato, bagnato dai nostri umori, prese la strada del culo e di nuovo dentro fino in fondo, lei gemeva, urlava di piacere ed io continuavo, mi disse che stava godendo col culo, poi mi chiese di non fermarmi e lei continuò a masturbarsi mentre le ripompavo il culo, a questo punto presi il fallo usato prima e glielo misi nella figa, lei lo prese di forza dalle mie mani e cominciò a scoparselo con la sua cadenza preferita ed io a quella vista con capivo più niente continuavo a pompargli il cazzo nel culo, di nuovo godette e schizzi di sborra uscivano dal suo clitoride, quindi urlando gli sborrai nuovamente ma dentro il culo stavolta. Sentivo il cazzo sempre duro e mentre continuavo a fare dentro e fuori dal suo culo, da quest'ultimo rimanendo tremendamente dilatato, fuoriusciva fiotti di sperma che lei raccoglieva con le mani portandoli alla bocca. Lei mi disse che era esausta ma io avevo ancora il cazzo in tiro allora le dissi di indossarsi di nuovo quella mutanda di gomma, prima mi disse di no ma poi mi accontentò, in un amen rientrarono i cazzi nelle loro sedi senza fare fatica, poi si avvicinò e le diedi un altro bel fallo lungo 25cm e nerboruto il quale con l'apposito attacco lo agganciò alla mutanda, con la crema gli chiesi di umettarmi il culo e subito ci infilo prima un dito, poi due, poi tre e la troia di stava di nuovo eccitando, in fine lubrificando il cazzone finto si preparò alla sodomizzazione. La vidi avvicinarsi sempre estremamente eccitante, con le sue gambe lunghe, le scarpe coi tacchi altissimi, il corpo statuario, le tette da urlo, la parrucca nera alla Valentina, mi misi alla pecorina di fianco allo specchio e le chiesi di incularmi. Lei con molta dolcezza spinse la cappella dentro, poi tenendolo con la mano lo spinse dentro molto lentamente per non farmi male, ed entrò per la metà, poi mi chiese se avevo male ed al mio no incominciò a pomparmi, il piacere era indescrivibile, ogni tanto guardavo lo specchio e vedevo che lei era eccitatissima, perchè vedeva il cazzone entrare nel mio culo e quelli dentro di lei facevano bene il loro lavoro scopandola a dovere, le chiesi di togliere la mano dal fallo per spingerlo fino in fondo e lei mi accontentò. Non capivo più niente, anche lei come me era al limite della nuova goduta e sentii dal ritmo che aveva preso e dai colpi che mi dava che stava per esplodere, ed eccola urlare di nuovo, stava godendo contemporaneamente con la figa e col culo, gemeva, urlava, piangeva ed io dallo specchio vedevo tutto, continuava a pomparmi il culo come una locomotiva a vapore in fine le dissi che stavo venendo, lei uscì dal culo si mise davanti a me e cominciò a spompinarmi il cazzo ingoiandolo a più non posso, io godetti di nuovo non più abbondante perchè penso che i coglioni li avevo ben svuotati prima e lei dopo aver ingoiato tutto cadde a terra sfinita. Ragazzi, non so voi, ma io, solo al pensiero di tutto ciò mi si è rizzato il cazzo ed al posto della sega che mi sto facendo vorrei avere qui Lina ad aiutarmi e voi?

Rimanemmo a terra per circa mezz'ora, poi riempita la vasca ci buttammo insieme tutti e due per fare un buon bagno rilassante, io avevo il cazzo ancora duro e lei non si spiegava il perchè e mi chiese se ero soddisfatto e se ne avevo ancora voglia, io le risposi che poteva bastare per il momento però più avanti si vedrà, mentre ci lavavamo ci accarezzavamo dolcemente, col sapone ci massaggiavamo dolcemente i nostri corpi e lei piano piano mi masturbava il cazzo insaponato, che meraviglia, alla fine in piedi mentre stavamo risciacquandoci lei si abbasso e cominciò di nuovo a succhiarmi l'uccello e farmi nuovamente una pompa magistrale, dopo un dieci minuti la feci smettere perchè non provavo più niente, il cazzo incominciava a farmi male e cominciava a rilassarsi e solo in quel momento incominciava a finire l'effetto della pastiglietta che avevo preso prima nel Casino'. Ragazzi, questa non è una balla, io ho un'amica che è rappresentante della Pfiffer e mi ha dato a titolo di favore una confezione di Viagra da quattro pasticche, e mi ha detto di provarle che assolutamente non mi avrebbero fatto male, la prima l'avevo provata a casa un po' di tempo fa e questa è la seconda, su alcuni soggetti funziona su alcuni no, a chi ha problemi viene in aiuto ma chi e normale, come lo sono io, aumenta a dismisura il rendimento, ti si rizza anche se non lo vuoi e poi rimane così per 2, 3 ore e più. Ora me ne rimangono due che le userò per le grandi occasioni, finite non so se riuscirò ad averne delle altre. Per finire la mattina seguente ci alzammo verso le 10 e ripartimmo di gran carriera alla destinazione dei miei suoceri, durante il viaggio lei continuò a dormire e si svegliò a pochi chilometri da casa, parlammo dell'accaduto, di quante volte avesse goduto e ricordammo i momenti migliori, poi l'amica la venne a prendere per portarla veramente in montagna mentre io ritornai dalla mia famiglia ed intanto mi stavo preparando sul dirsi e sul da farsi.

Amici, spero che anche questa storia vi sia piaciuta, ne ho ancora da raccontare ma questo succederà più avanti, ora tocca a voi, fatevi sentire e scrivete qualcosa, io vi aspetto sempre quì con un altro racconto sempre della serie: La cognatina...

Un saluto a tutti, Uli.


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